Da nord a sud, 5 musei del vino da non perdere in Italia

Che il vino sia un elemento importante della cultura e della tradizione italiana, è certo. Esistono infatti testimonianze antichissime legate alla sua produzione, mantenute vive da numerosi reperti storici.

Molte aziende, a tal proposito, allestiscono veri e propri musei privati all’interno delle cantine, consentendo ai consumatori di conoscere la loro storia attraverso oggetti che ne raccontano il decorso. Ne è un esempio il MIMA “Museo d’Impresa Mastroberardino Atripalda” che raccoglie documenti che raccontano circa due secoli di storia dell’Azienda Mastroberardino.

Esistono poi diversi musei che raccontano la storia non solo di una cantina, ma di interi territori. O che vogliono promuovere la conoscenza del vino a 360°, spesso in maniera piuttosto innovativa.

Volete saperne di più? Ecco 5 musei del vino italiani da non perdere!

Museo provinciale del vino a Caldaro (Südtiroler Weinmuseum)

Museo Provinciale del Vino a Caldaro (BZ)- Il torchio a leva. Foto di Hermann Maria Gasser

Fu un gruppo di appassionati collezionisti a istituire nel 1955 il museo provinciale del vino di Caldaro. La modernizzazione della viticoltura aveva portato infatti alla sostituzione degli antichi strumenti di lavoro, che furono quindi raccolti diventando così la testimonianza storica della viticoltura dell’Alto Adige.

Questo museo del vino conserva principalmente attrezzi di cui si serviva il vignaiolo nelle varie fasi del suo lavoro annuale prima dell’avvento delle nuove tecniche. È possibile ammirare però anche oggetti di altri settori, ma comunque legati al vino. Strumenti utilizzati per la costruzione delle botti o la lavorazione del vetro e della ceramica. Ma anche pezzi di artigianato artistico o di arte in generale, soprattutto in ambito religioso, con motivi legati al vino e all’uva.

Oltre al percorso permanente, il museo offre delle mostre temporanee che trattano diverse tematiche che hanno comunque sempre una forte connotazione locale.

WIMU, un museo del vino al castello di Barolo

Nel cuore delle Langhe, patrimonio dell’UNESCO, ha sede uno dei più innovativi musei del vino italiani, il WIMU.

Si trova nel millenario Castello di Barolo e prevede un percorso multimediale lungo 4 piani e circa 25 stanze, proponendo un viaggio interattivo ed emozionale nel mondo del vino. Non il solito museo dove apprendere il modo in cui si fa il vino, ma un luogo che parla del rapporto tra l’uomo e il vino.

La visita parte dall’ultimo piano, per poi raggiungere i sotterranei che un tempo ospitavano le cantine del castello e che sono oggi sede dell’Enoteca regionale del Barolo.

Il Tempio del Brunello

Tempio del Brunello - Montalcino (SI)

Di recente inaugurazione, il Tempio del Brunello, si trova nel centro storico di Montalcino. Questo museo del vino prevede un percorso immersivo ed emozionale alla scoperta del Brunello, re dei vini di Montalcino e rinomato in tutto il mondo.

L’esperienza si articola in diverse sale, ognuna delle quali consente di vivere momenti unici. Attraverso visori di realtà virtuale sarà possibile immergersi fra ville, castelli, vigneti e i piccoli paesi del vasto territorio comunale. E sarà possibile, inoltre, ascoltare le voci dei personaggi che hanno reso il Brunello un mito.

È presente anche una sala che raccoglie capolavori artistici, espressione dell’ispirazione e del lavoro creativo che il territorio ha saputo infondere nell’uomo.

MAVV - Museo dell'Arte, del Vino e della Vite a Portici

Il MAVV è un museo del vino moderno, situato presso la Reggia di Portici, nei locali del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli. Il suo obiettivo è quello di far conoscere il mondo del Vino come patrimonio artistico, culturale, scientifico e storico del territorio.

La visita propone una narrazione del mondo del vino articolata in aree tematiche: dalla mitologia all’enologia; dalla gemma al grappolo; dal grappolo alla bottiglia; dalla bottiglia al bicchiere supportando tutte le forme d’arte e il bere consapevole.

Anche questo museo abbandona la semplice esposizione per dare spazio ad percorso esperienziale. Un museo interamente dedicato all’arte digitale, dove le installazioni luminose si fondono con l’ambiente creando delle esperienze iper-immersive per i visitatori.

Da non perdere anche il Wine Art Fest, festival promosso dal MAVV presso la Reggia di Portici con eventi e spettacoli incentrati a valorizzare il legame tra storia, arte, musica e vino.

MUVI, il museo del vino sardo

Si trova a Berchidda, il museo del vino che racconta la storia della viticoltura e dell’enologia della Sardegna MUVI.

Il museo, articolato in diverse sale, consente di fare un viaggio nel passato, grazie ai numerosi attrezzi rudimentali risalenti a diverse epoche. Qui sono conservati tini, vasche, torchi e strumenti di ogni genere utilizzati lungo tutta la filiera. Dalla lavorazione della terra, alla cure dei vigneti, passando per la lavorazione delle uve, fino all’imbottigliamento. È presente anche una esposizione di vecchie etichette, che mostra l’evoluzione delle immagini e delle informazioni in esse contenute.

Lungo il percorso è possibile trovare dei supporti tecnologici, che permettono di approfondire i principali argomenti sulla viticoltura dell’Isola.

Il museo è anche sede dell’Enoteca regionale della Sardegna, dove è possibile degustare i vini delle aziende vinicole sarde.

Cosa puoi fare per il pianeta?

Anche mentre sorseggi un calice di vino puoi contribuire a salvare il mondo: agisci come se quello che fai possa fare la differenza, perché *allerta spoiler* la fa!

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