Economia circolare in cantina? 3 modi per riutilizzare le vinacce

È tempo di vinificazione!

Nelle cantine italiane ogni anno in questo periodo i tini “ribollono” e quella che prima era uva, si prepara per essere trasformata in un ottimo vino.

Non tutte le parti dell’uva diventano però effettivamente vino. Nel processo di lavorazione dell’uva ci sono infatti alcuni scarti. Questi sono per lo più raspi, fecce e vinacce. Queste ultime in particolare sono bucce e vinaccioli, che dopo aver contribuito a definire la qualità sensoriale del vino, vengono eliminate. E il loro volume non è trascurabile. Si stima infatti che ogni anno in Italia vengano prodotti circa 8 milioni di quintali di vinacce.

Qual è la loro sorte? Tradizionalmente le vinacce vengono distillate per la produzione di grappa, o riportate in vigna come fonte di sostanza organica per il terreno. Degli ottimi esempi di economia circolare che ormai quasi tutti i viticoltori adottano.

Esistono però dei modi meno convenzionali per il riutilizzo di questi scarti di vinificazione.

Curiosi di saperne di più?
Ecco 3 modi per riutilizzare le vinacce che forse non conoscevate.

Riutilizzare le vinacce: olio di vinaccioli

Dai piccoli semini presenti all’interno degli acini d’uva si può ottenere un olio dalle straordinarie caratteristiche. L’olio di vinaccioli contiene infatti un elevato contenuto di acido linoleico, acido grasso essenziale della serie omega-sei. Quest’olio presenta inoltre un elevato contenuto di composti antiossidanti, per questo viene utilizzato anche nell’industria nutraceutica.

Se volete utilizzarlo per scopi alimentari, ricordatevi che gli antiossidanti deperiscono con il calore, per questo il miglior modo per consumarlo è crudo. Perfetto per condire insalate o piatti di verdure cotte al vapore o alla griglia, l’olio di vinaccioli è buonissimo anche per marinare filetti di pesce o crostacei.

Un ottimo modo per riutilizzare le vinacce, non credete?

Tessuti vegetali a base di vinacce

Tessuti vegetali

Potremmo dire che “Dai diamanti non nasce niente, dalla vinacce nascono tessuti innovativi”, per parafrasare una famosa citazione di De Andrè.

È possibile infatti riutilizzare le vinacce per realizzare fibre green e cruelty-free. Questi tessuti dall’aspetto simile alla pelle vengono prodotti grazie a uno speciale trattamento delle fibre e degli oli contenuti nella vinaccia. Ciò che ne deriva sono materiali totalmente vegetali, prodotti senza utilizzare petrolio o sostanze inquinanti, e senza impiegare grandi quantità di acqua.

Una vera innovazione, che consente di essere alla moda rispettando l’ambiente.

Riutilizzare le vinacce: prodotti cosmetici

È ormai nota a tutti l’importanza dei polifenoli. Grazie al loro potere antiossidante, queste molecole naturali sono in grado di contrastare i radicali liberi, prevenendo i segni dell’invecchiamento.

E sapete dove è possibile trovare un gran quantitativo di polifenoli? Proprio nelle vinacce.
È questo il motivo per cui questi scarti di vinificazione vengono utilizzati per produrre efficaci prodotti per la pelle. Oli, maschere, creme di bellezza con funzione depurante, idratante e tonificante per il viso e il corpo. Insomma la scelta è ampia e le possibilità per riutilizzare questi prodotti per la cura personale è decisamente elevata!

Vi abbiamo incuriositi?
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Credits: Fotografia delle vinacce in copertina di Adrian J. Hunter, CC BY-SA 3.0 , attraverso Wikimedia Commons

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