Certificazione Sostenibilità
La Cantina

La tradizione costituisce un valore nella misura in cui rappresenta un vincolo di coerenza, di credibilità rispetto alle decisioni che volta a volta vengono assunte.
La famiglia Mastroberardino vive il contesto socioculturale vitivinicolo da circa tre secoli, in base alle più attendibili ricostruzioni storiche. Risalgono al 1735 le prime acquisizioni documentate di tenute agricole a Santo Stefano del Sole. La famiglia si stabilì nel comune di Atripalda, in provincia di Avellino, nel 1747, sotto il regno dei Borbone. Da queste prime tracce ebbe origine una discendenza che legò indissolubilmente le proprie sorti al culto del vino. Ad Atripalda sono tuttora situate le antiche cantine e la residenza di famiglia. Dieci generazioni, da allora, hanno condotto le attività di famiglia, tra alterne vicende, come sempre accade nelle storie delle imprese familiari di più antica origine.

Le tenute di famiglia sono localizzate in Irpinia, culla di tre DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, distribuite nelle varie aree del territorio con l’obbiettivo di preservarne l’identità ed assicurare la salvaguardia prima, la continuità e lo sviluppo poi, della viticultura autoctona. Questa è da sempre la missione dell’azienda, a difesa dei valori vitivinicoli tradizionali, con occhio attento all’innovazione e all’interpretazione moderna dei propri vini, in una sapiente sintesi tra il carattere e lo stile della cultura antica e le più avanzate tecnologie qualitative. La famiglia Mastroberardino è rimasta pressoché sola in Irpinia a difendere questo patrimonio sino agli anni Novanta del Novecento. Se oggi i vini di questo territorio sono definitivamente legittimati nel novero delle più esclusive e rinomate produzioni mondiali, ciò si deve alla costanza e all’enorme contributo di cultura di Antonio Mastroberardino, che ha saputo rappresentare in maniera magistrale la giunzione tra le radici del mondo antico e la sete inesauribile di conoscenza dell’uomo.

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  • 1 Ottobre 2022 6:39 ora locale

Indirizzo

Via Manfredi 75, 83042 Atripalda Avellino, Italy

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Cosa facciamo per la sostenibilità ambientale?

L'Azienda Mastroberardino nell’arco della sua storia aziendale ha sempre adottato metodi di produzione attenti e responsabili, tenendo in considerazione tutti gli aspetti più significativi dell’impatto ambientale della filiera, con l’obiettivo di tutelare il pianeta nel rispetto delle generazioni future.
Attraverso procedure consolidate vengono monitorati i consumi di combustibile ed energia, le emissioni in atmosfera, gli scarichi idrici, gli scarti e i rifiuti, minimizzando il loro impatto sul territorio, sulle risorse idriche e sull’aria.

L’acqua, la vita.
Mastroberardino preserva e rispetta l’acqua: bene primario per l’umanità e ogni specie vivente e risorsa rinnovabile per il nostro pianeta. Lo fa attraverso il mantenimento dei bacini naturali di accumulo delle acque meteoriche e superficiali presenti nelle proprie tenute, l’assenza di irrigazione ai vigneti e l’impiego di atomizzatori a basso volume per i trattamenti in campo. Il risparmio idrico non avviene solo in campo: anche il processo di trasformazione ne è interessato. Il trattamento delle acque reflue viene fatto attraverso l’azione di colonie batteriche fino alla completa degradazione del carico organico.

Nuova energia al futuro.
Diverse sono le iniziative aziendali sviluppate negli anni per favorire il risparmio energetico e l’uso responsabile dell’energia. Tra queste l’utilizzo di auto elettriche all’interno delle tenute, l’installazione di pannelli solari, del solare termico per gli uffici, la graduale sostituzione di tecnologia verso soluzioni a minor consumo per quanto riguarda centrali termo-frigo, impianto di illuminazione, macchinari per la movimentazione e lavorazione. Mastroberardino sta attuando un piano per rendere completamente eco-compatibile la sua attività. Un vero proprio green management che si estende anche alla complessa gestione dei rifiuti aziendali attivando, per prima cosa, strategie che ne prevengano la generazione.

Non è dunque una questione limitata allo smaltimento dei rifiuti prodotti, ma un ripensamento più profondo al fine di contenerne la produzione. L’azienda Mastroberardino, in questo quadro, pone in essere specifiche iniziative che vanno dall’estensione allungamento del ciclo di vita dei prodotti (aderisce al programma Planet Partners di HP, rigenera i toner esausti attraverso centri specializzati, avvia i rifiuti plastici e cellulosici a centri di riciclo), sino alla riprogettazione di un ciclo produttivo capace di valorizzare gli scarti di produzione (in distilleria, raspi come ammendante dei terreni, invio a impianti per la produzione del compost dei fanghi prodotti dal trattamento dei reflui). Inoltre, negli anni, l’azienda Mastroberardino ha provveduto a sostituire le farine utilizzate per le filtrazioni con fibre di cellulosa, silici e perliti, formulati per poter essere impiegati in filtrazione al posto di farine fossili nella formazione del pannello.

Mastroberardino adotta una politica aziendale che è finalizzata a conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità futura. Una vision che condiziona anche le scelte di marketing (privilegiando un packaging più sostenibile) e commerciali (ricerca di fornitori che offrano servizi e prodotti che riducano i rifiuti inviati allo smaltimento), sino alla gestione del personale, formato e responsabilizzato alla ottimale gestione dei rifiuti nei reparti produttivi.

Biodiversità.
Mastroberardino non è solo impegnata a rendere la propria attività a impatto zero, ma è in prima linea nel preservare la biodiversità, valorizzando la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici delle aree dove essa opera. Il mantenimento e la protezione di aree marginali alle tenute Mastroberardino consente di preservare zone ricche di biodiversità che fungono anche da corridoi ecologici essenziali per la sopravvivenza del patrimonio faunistico. L’alternanza di boschi, vigneti, uliveti all’interno delle tenute aziendali compone un mosaico vegetativo indispensabile per garantire la biodiversità. Protezioni naturali, come quelle di querce e castagni, che hanno consentito ad alcuni vitigni di Aglianico di sopravvivere all’attacco della filossera agli inizi del ‘900. Ciò ha permesso l’individuazione di antichi biotipi di Aglianico di Taurasi che, da queste viti centenarie, ci riportano alle origini della viticoltura nativa del Mezzogiorno di cui Antonio Mastroberardino è stato ricercatore e interprete.

Cosa facciamo per la sostenibilità Sociale?

La famiglia Mastroberardino, punto di riferimento della vitienologia italiana, è riconosciuta come la paladina dei vitigni autoctoni dell’Irpinia e della Campania. Ha infatti posto sempre grande cura nella tutela e nella valorizzazione di varietà come l’Aglianico, il Fiano, il Greco, la Falanghina, il Piedirosso, la Coda di volpe, le cui origini risalgono alla colonizzazione greca e alla civiltà romana. L’innovazione, la ricerca, la sperimentazione hanno accompagnato l’opera di recupero e di rilancio dei biotipi più antichi e dai caratteri migliori, al fine di salvaguardare la biodiversità all’interno di queste famiglie varietali ed accrescerne il potenziale qualitativo.

Le prime tracce dell’intrapresa Mastroberardino nell’attuale sede di Atripalda, alle porte di Avellino, risalgono agli inizi del Settecento. Da allora ai nostri giorni si contano dieci generazioni di famiglia, senza soluzione di continuità. Nel 1878, con la registrazione presso la Camera di Commercio di Avellino, Angelo Mastroberardino, Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e bisnonno dell’attuale Presidente, Piero Mastroberardino, avvia le esportazioni dei vini di famiglia prima in Europa, poi, grazie ai lunghi e pionieristici viaggi di suo figlio Michele Mastroberardino, verso l’America del Nord e l’America Latina.
L’azienda è coinvolta in numerosi progetti in cui si intersecano cultura, viticultura ed enologia. Nel 1996 la Soprintendenza Archeologica di Pompei, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, ha affidato alla famiglia Mastroberardino il progetto di recupero delle antiche tecniche di viticoltura a Pompei come riconoscimento del ruolo da questa svolto nella difesa e valorizzazione dei vitigni autoctoni. In circa un ettaro, all’interno degli scavi di Pompei, è stato possibile impiantare vigneti a base Piedirosso e Sciascinoso, seguendo scrupolosamente le tecniche di allevamento degli antichi romani, prima che il Vesuvio, con l’eruzione del 79 d.C. seppellisse la città. Nel 2001 si è avuto il primo raccolto significativo con la prima vinificazione e l’affinamento di Villa dei Misteri, prodotto in appena 1.721 bottiglie, che vennero collocate all’asta e distribuite ad appassionati di ogni parte del mondo. I proventi furono utilizzati per sostenere il restauro della cella vinaria presente nel sito del Foro Boario. In tale sito giace il più esteso tra i vigneti reimpiantati entro la cinta muraria, nei pressi delle rovine dell’anfiteatro e della palestra grande, con annessa l’antica cella vinaria: piccolo edificio con 10 “dolia” interrati, grandi contenitori in terracotta dove avveniva il processo di vinificazione. Per le prime dieci annate di Villa dei Misteri l’uvaggio è costituito da Piedirosso al 90% e Sciascinoso al 10%.A partire dalla vendemmia 2011, in seguito all’avvio della produzione degli ultimi impianti realizzati, Villa dei Misteri è ottenuto come blend di tre diverse varietà, che a regime presenta le seguenti percentuali di uvaggio: Aglianico 40%, Piedirosso 40% e Sciascinoso 20%.

La famiglia Mastroberardino, ispirata dai principi della sostenibilità e del rispetto del territorio, ha avviato, con un protocollo di intesa sottoscritto con il comune di Pollica nella seconda metà del 2016, un importante programma di investimento finalizzato ad attività di ricerca e valorizzazione culturale della vite nel Cilento, territorio chiave per la “Dieta Mediterranea”, stile di vita e identità culturale riconosciuta dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’Umanità, che include da sempre il vino quale componente essenziale per uno stile di vita alimentare equilibrato e sano.

A beneficio della comunità locale e dei numerosi visitatori delle cantine storiche la famiglia Mastoberardino condivide la storia della sua impresa attraverso il MIMA. MIMA - Museo d’Impresa Mastroberardino Atripalda è il nuovo progetto culturale, fortemente voluto da Piero Mastroberardino, attualmente al timone dell’azienda, che quasi come la trama di un romanzo racconta tre secoli di storia d’Italia e del mondo intimamente legate alle vicende personali e alle scelte aziendali dei suoi avi, scavando a ritroso attraverso dieci generazioni. “La scelta del nome del museo – spiega Piero Mastroberardino – rappresenta un segno distintivo con cui sono cresciuto e che oggi vive di nuovo vigore. Sono infatti le iniziali di mio nonno, Michele Mastroberardino, che coniò questa sigla a cavallo degli anni Trenta, durante uno dei momenti decisivi della nostra impresa. Il MIMA è articolato in due sale, la prima, dedicata alla figura di Angelo Mastroberardino copre il periodo che va dal 1700 al 1914. Nella seconda il testimone passa al figlio Michele Mastroberardino, e la narrazione è divisa in due momenti, il primo dal 1914 al 1932, il secondo dal 1933 al 1945, anno della morte di Michele.

Il più recente progetto a favore della comunità e della cultura è il MAG-Mastroberardino Art Gallery una cantina antica, secolare, che dà il senso di accoglienza tipico del focolare, vissuta come simbolo di radicamento dei valori familiari. Meta di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, è divenuta una art gallery, in seguito all’installazione di opere di artisti di rilievo internazionale come Raffaele De Rosa, Maria Micozzi, Doina Botez, Patrizia Comand, Felice Nittolo, Coderch & Malavia, Salvatore Fiume e Aldo Melillo. Ambienti di lavoro e di contemplazione, caratterizzati da una sobrietà raffinata e discreta, che richiama alla mente sensazioni ormai sopite: il tempo rallenta, bandisce i rumori superflui. I preziosi, custoditi con serenità sapiente, riposano e temprano la propria personalità fino al momento in cui dovranno confrontarsi con l’esterno, portando con sé il patrimonio di sensazioni accumulate nel lungo periodo di gestazione. Dovranno recare un messaggio, quei preziosi, un messaggio antico e forte, che rifugge compromessi e superficialità: il messaggio del vino, sangue della terra.

Dettaglio Sostenibilità Economica

Grazie a tecniche innovative l’azienda applica metodologie di analisi e studio sia in campo che in cantina per aumentare l’efficienza e ridurre gli sprechi. La maturazione delle uve è seguita in ciascuna delle sue fasi, lungo tutto il ciclo vegetativo, sia attraverso tecniche consolidate che a mezzo di continue sperimentazioni di nuovi metodi di adattamento. Per supportare queste sperimentazioni Mastroberardino investe, senza soluzione di continuità, in progetti di ricerca e sviluppo che consentano all’azienda di utilizzare sempre le più avanzate conoscenze scientifiche, tecnologiche e tecniche per introdurre innovazioni sia nei prodotti che nei processi di produzione. Ne sono testimonianza i progetti VISCA (Vineyards Integrated Smart Climate Application), VITIGEOSS (Vineyard Innovative Tool based on the Integration of Earth Observation Services and in-field Sensors), Operation Pollinator, che a vario titolo vedono l’azienda impegnata contro i cambiamenti climatici e a difesa degli insetti impollinatori, a cui si aggiungono progetti di ricerca nel campo dei lieviti e della viticoltura di precisione.

Un impegno, quello di Mastroberardino nel campo della sostenibilità, che viene certificato da organismi terzi e indipendenti. Per Mastroberardino ottenere una certificazione, dopo essersi sottoposti volontariamente al giudizio di un’organizzazione esterna deputata a controllare e valutare, è l’attestazione di aver raggiunto un nuovo punto di partenza per migliorare ancora. L’azienda è certificata secondo il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) garantendo il rispetto dei disciplinari di produzione integrata nei processi di gestione dei vigneti e della cantina.