Vendemmia all’insegna della sostenibilità: accorgimenti e buone pratiche

La stagione della vendemmia è arrivata. Qualcuno ha già finito di raccogliere gli ultimi grappoli, mentre qualcun altro deve ancora iniziare, ma ovunque in Italia si respira aria di vendemmia.

Finalmente i produttori possono raccogliere i frutti di un anno di duro lavoro. Di lotta contro improvvise grandinate, gelate inaspettate e di indesiderati periodi di siccità. Finalmente è arrivato il momento di raccogliere l’uva per produrre il vino che allieterà i palati di moltissime persone in tutto il mondo.

Ma quali sono gli accorgimenti e le buone pratiche che i nostri produttori possono adottare per condurre una vendemmia all’insegna della sostenibilità? Scopritelo in questo articolo!

Il giusto momento per la vendemmia

“Il vino buono si fa in vigna”. Dietro questa frase, che a tratti appare un po’ cliché, si nasconde una grande verità.

È infatti necessario avere uve sane e perfettamente mature per poter ottenere un vino di qualità e soprattutto sostenibile.

La scelta del momento della vendemmia, infatti, influisce anche sulla sostenibilità delle produzioni. Raccogliere grappoli non ancora maturi porterà a dei vini molto acerbi o al contrario, uve troppo mature daranno vini con poca struttura. Questo costringerà l’enologo ad aumentare l’apporto di additivi o coadiuvanti per correggere il vino e ottenere un prodotto di qualità. È quindi fondamentale scegliere il periodo giusto per raccogliere le uve.

Ma qual è il momento perfetto per farlo? Non ne esiste uno univoco per tutti, questo infatti varia in base a zona di produzione, varietà e vino che si vuole ottenere. La stessa uva utilizzata per produrre un vino rosato e uno rosso, ad esempio, dovrà essere raccolta in momenti diversi. Avrà pertanto caratteristiche chimiche e organolettiche differenti!

Nel caso delle varietà a bacca rossa il momento ideale per raccogliere coincide il raggiungimento della maturità tecnologica e fenolica. La prima si riferisce al giusto rapporto tra zuccheri e acidi presenti nell’uva. La seconda invece fa riferimento al momento in cui si ha la corretta concentrazione e solubilità delle sostanze fenoliche, come tannini e antociani.

La gestione della temperatura

Con le temperature in aumento degli ultimi anni vendemmiare è diventato sempre più faticoso. Il ciclo di maturazione dell’uva si è accorciato e già dai primi di agosto moltissimi vendemmiatori iniziano a mettersi a lavoro.

Ma immaginate cosa significa raccogliere l’uva sotto il sole caldo in piena estate? Inevitabilmente si avranno vendemmiatori sfiniti e uve bollenti. E questo si ripercuote anche sulla sostenibilità del vino.

Una volta arrivate le uve in cantina sarà infatti necessario abbassare la loro temperatura. Questo può essere fatto conservando le uve in celle frigorifere o raffreddandole una volta diventate mosto. In entrambi i casi più calda sarà la temperatura di partenza e più energia sarà necessaria per raffreddarle.

Vigneto di notte

Come è possibile limitare questo consumo di energia e salvaguardare allo stesso tempo la salute dei lavoratori? Molti produttori, soprattutto nelle zone più calde d’Italia, hanno ovviato a questo problema iniziando a vendemmiare di notte. La vendemmia notturna, infatti, consente ai lavoratori di operare in condizioni più confortevoli e di raccogliere uve a temperature decisamente più basse.

Questa pratica non solo rispetta i vendemmiatori, ma anche le uve! Gli acini raccolti durante la notte sono infatti più compatti e meno soggetti a rotture e a fermentazioni indesiderate.

Vendemmia meccanica

Prima o poi può capitare che un produttore si trovi di fronte a questo enigma: vendemmia meccanica sì o no?

La vendemmia manuale consente di preservare maggiormente l’integrità delle uve e di selezionare in campo solo i grappoli con determinate caratteristiche.

In alcune circostanze però, se applicabile, la vendemmia meccanica risulta essere la scelta più sostenibile. Questa pratica, che prevede l’utilizzo di macchine vendemmiatrici, consente infatti di ridurre notevolmente i tempi di raccolta. E questo è assolutamente un bene quando c’è il rischio elevato dell’esplosione di qualche malattia in campo.

In questi casi, infatti, se non si agisce tempestivamente, si rischia di perdere gran parte del raccolto. E ciò, oltre a comportare uno spreco di uva, porterebbe a gravi conseguenze per l’economia dell’azienda.  

Inoltre, è importante sottolineare che negli ultimi anni ci sono stati importantissimi sviluppi a livello tecnologico. Le nuove macchine, infatti, sono in grado di eliminare foglie e impurità già nel vigneto e di selezionare solo gli acini maturi.


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